Archivi categoria: Gastronomia

Cannuoli ara paisana…

La redazione …

Cannuoli con Ricotta



Tempo di preparazione: 60′

Ingredienti
Per i cannoli:
250g. di farina
50 gr. di strutto o burro
50 gr. di zucchero
1/2 bicchiere vino rosso
sale, olio e strutto per friggere q.b.
formine di cannoli in metallo o canna

Per il ripieno:
500 gr. di ricotta
1 pizzico di vaniglia
zucchero a velo q.b.
cioccolato a pezzi e canditi a piacere

Preparazione
Preparate la farina a fontana e nel centro mettete lo strutto o il burro ammorbidito, lo zucchero e mezzo bicchiere di vino rosso.
Impastate formando una pasta levigata e morbida.
Avvolgetela in un panno umido e fatela riposare.
Intanto, passate al setaccio la ricotta e mettetela in una zuppiera: aggiungete lo zucchero a velo, la vaniglia e mescolate facendone una crema.
A piacere unitevi dei pezzetti di cioccolata e di canditi.
Riprendete la pasta e fate un sfoglia piuttosto sottile, con un piattino da caffè ricavate dalla sfoglia dei pezzetti di pasta che avvolgerete intorno alla forma di cannolo.
Fate aderire bene la parte di giuntura, premendola con un dito bagnato nell’acqua, per evitare che si apra al momento della frittura.
Mettete sul fuoco una padella con abbondante olio per friggere mescolato con lo strutto e quando è ben caldo tuffateci i cannoli e fateli dorare rigirandoli.
Metteteli a raffreddare su un foglio di carta per fritti poi, sfilateli dalla forma e riempiteli con la crema di ricotta.
Adagiate i cannoli ripieni su un vassoio e spolverizzateli con zucchero a velo.

  • NOTA:non aspettare che siano SOLO gli altri ad inviare…quello che conosci INVIALO anche Tu…partecipa pure tu !!!
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A GIURGIULENA

Stefania Todaro  &  la Redazione …

GIURGIULENA  PAISANA

 

INGREDIENTI

½ Kg di semi di sesamo, ½ Kg di miele, frutta secca sminuzzata tipo noci, mandorle,nocciole (facoltativa).

Preparazione:

Versare in un tegame il miele e farlo sciogliere sul fuoco a fiamma media. Aggiungere i semi di sesamo, dopo averli liberati da eventuali impurità. Far cuocere, sempre mescolando, per circa mezz’ora (se si vuole si può aggiungere anche la frutta secca, ma la ricetta classica non la prevede). Quando assumerà un colore dorato, versare il tutto su una spianatoia precedentemente bagnata con acqua fredda. Stendere con una spatola dandole una forma rettangolare alta circa un centimetro. Utilizzare un coltello per ricavare tanti pezzetti delle forme che si desiderano (rettangolini, triangoli, rombi ecc.). Quando i pezzetti saranno freddi sistemarli in un vassoio o in dei pirottini.© Stefania Todaro

  • NOTA:non aspettare che siano SOLO gli altri ad inviare…quello che conosci INVIALO anche Tu…partecipa pure tu

I Turdilluni

La redazione …

I Turdilluni i

SAN DONATO DI NINEA(CS)


Tempo di preparazione: 60′
Livello di difficoltà: 5PreparazioneIngredienti
1 bicchiere di vino
1 bicchiere di olio
1/2 bicchiere di acqua
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
1 cucchiaino di vaniglia 1 arancia olio e strutto
per friggere farina, miele e confettini colorati q. b.
Preparazione Fate bollire l’olio, il vino e l’acqua
poi versateli in una terrina e lasciateli intiepidire.
Uniteci gli aromi e la buccia grattugiata dell’arancia,
mescolate e versateci dentro tanta farina
quanto basta per ottenere un impasto consistente.
Lavoratelo bene, lasciatelo riposare per una mezz’ora.
Riprendete la pasta e staccatene dei pezzettini,
lavorateli un poco sulla spianatoia e formate
dei bastoncini della grandezza di un dito.
Passateli sopra il taglierino degli gnocchi e friggeteli
in abbondante olio e strutto.
In un tegame mettete abbondante miele,
fatelo scaldare e tuffateci i cannariculi, rigirateli, levateli
e posateli su un vassoio.Cospargeteli con confettini
colorati e serviteli.

La cassatella

Stefania Todaro & La redazione …

Dalla più antica tradizione  SANDONATESE
 

“CASSATELLA”
é il dolce natalizio veramente il più utilizzato per le feste  in tutte le famiglie,con ricotta,castagne etc..


Per la pasta

1 kg di farina, 2 uova,1 pizzico di sale, 2 cucchiai di zucchero, 2 bustine di vanillina, ½ bicchiere di olio extravergine di oliva(possibilmente nostrano), ½ bicchiere di vermouth o vino bianco, olio per friggere, zucchero a velo.

Per il ripieno, (crema al cioccolato con farina di castagne)

½ kg di cioccolato fondente, 1,5 kg di castagne, 350 gr di zucchero, 2 cucchiai di marmellata di pere, 1 macchinetta di caffè (da 6 tazze), 1 pacco di cacao amaro, 1 bustina di vanillina, 1 pizzico di anice, 1 bicchierino di rum
Preparazione

Sbucciare le castagne con cura e farle bollire. Togliere la pellicina e passarle in modo tale da ottenere una farina. Far sciogliere il cioccolato nel caffè,aggiungere la busta di vanillina con anice, zucchero, rum e cacao, il tutto a bagnomaria e a fuoco lento. Aggiungere la farina di castagne e lavorare amalgamando nella pentola con un cucchiaio di legno e con molta cura.

Fare raffreddare e aggiungere 2 cucchiai di marmellata di pere. A questo punto si può procedere nella preparazione della cassatella. Avete presente un raviolo, oppure un sofficino? Sono molto simili, cambia solo il ripieno. Dopo aver steso la pasta, formare dei dischi e farcirli con un cucchiano abbondante di crema, poi versare dell’olio di semi di buona qualità in una padella, e friggere. Lasciare raffreddare e decorare con zucchero a velo. In passato (ricordo la mia nonna), il ripieno delle cassatelle veniva fatto semplicemente con ricotta e zucchero, oppure con un cucchiaio di nutella. Vi assicuro, comunque, che qualunque ripieno scegliate ne vale la pena, perchè sono buonissime !

© Stefania Todaro

Nota: Questo é l’inizio di una raccolta di ricette natalizie
di SAN DONATO DI NINEA,se volete pubblicare le vostre ricette inviatele,saranno pubblicate in prima pagina con il votro nome….

CHE BONTA’ LE CASTAGNE…che tesoro!!8 ricette di Castagne….

Stefania Todaro ci scrive…

CHE BONTA’ LE CASTAGNE

Il castagno nell’antichità veniva chiamato anche “albero del pane” poiché dalla farina di castagne si otteneva un pane dalle elevate caratteristiche nutritive.Grazie anche agli altri innumerevoli impieghi di questi frutti in cucina, le popolazioni dei paesi montani hanno sempre tratto una consistente ricchezza.
San Donato di Ninea con i suoi 850 m di altitudine presenta il clima ideale per lo sviluppo di questo meraviglioso frutto.
Le operazioni di raccolta avvengono successivamente alla pulizia del sottobosco da sterpaglie ed eventuali ricci caduti. Le castagne sono cosi ben visibili. Attualmente si raccolgono anche con l’uso di macchinari moderni, ma in passato si raccoglievano solo a mani nude o, al massimo, utilizzando dei guanti.
Vorrei illustravi ora gli innumerevoli impieghi in cucina di questo frutto meraviglioso che è la castagna, passando da quelli più semplici a quelli più elaborati.
1)  Castagne bollite con la buccia esterna
La base di preparazione di tanti dolci di castagne è la farina o purea ottenuta facendo bollire le castagne con o senza la buccia.
Le castagne bollite con la buccia hanno rappresentato fin dall’antichità il cibo dei montanari. Erano facilmente trasportabili, potevano essere consumate anche a distanza di giorni e rappresentavano un buon sostentamento, dato l’alto valore nutrizionale.
Per prepararle basta mettere le castagne con tutta la buccia, in una pentola capiente, con abbondante acqua e farle cuocere finché tutta l’acqua non sia evaporata (circa 50-60 minuti).
Successivamente, dopo averle ripulite della buccia, potranno essere consumate così come si presentano oppure si potrà ricavare la farina che sarà impiegata per la preparazione di molte ricette. Continua a leggere

Considerazioni ed apprezzamenti per i maccaruni a fusiddri,con ricetta!!

La redazione&Giuseppe Iannitelli&Stefania Todaro

Considerazioni ed apprezzamenti per i maccaruni a fusiddri
Anticamente nelle nostre zone i maccheroni erano considerati un piatto povero perche’ nell’ipasto non venivano messe le uova ;la stessa considerazione e’stata fatta nell’antichita’ per il pane integrale poiche’ conteneva la semola ed era piu’ scuro di conseguenza veniva dato ai poveri; i ricchi invece mangiavano quello bianco.Si sono accorti dopo che quello migliore era il pane miscchiddru in quanto conteneva sostanze che quello bianco non aveva .
Ritornando ai maccheroni era un po’ un piatto tradizionale tipico  del sud, non era solo conosciuto dai nostri antenati infatti era un piatto molto diffuso ne nostro sud.
La provenienza di questo alimento non la conosco ma sicuramente e’ una provenienza greca ,sappiamo benissimo che i greci sono stati gli invasori piu’ numerosi nell’antichita’ delle nostre terre. Veniva e viene condito tradizionalmente con sugo di capra di montagna ,se la capra infatti, e’ di montagna ha meno la tanfa ovina rispetto a quella di pianura ,comunque un po’ in tutto il sud vengono fatti i maccheroni a fusiddri .Quelli piu’ buoni dei nostri solo a mio modesto parere li ho mangiati nelle zone di montagna del salernitano sono piu’ fini di quelli di san donato e vengono fatti qualche
giorno prima per dargli la possibilita’ di asciugarsi.Sono meno poveri dei
nostri per la presenza delle uova nell’impasto, questo viene fatto con farine
di grano duro proveniente dalla lucania che noi conosciamo in quanto e’ di alta qualita’ e vegono conditi sempre con sugo di capra e pecorino grattugiato.Nel sud della calabria nelle zone di Reggio Calabria diversamente da noi ,usano per fare i maccheroni una canna lunga e Continua a leggere

U Turdiddru

Stefania Todaro

Il nostro mitico TURDIDDRU

Descrizione e preparazione

Questo tipo di dolce in realtà non ha nulla di dolce. Si prepara in tutte le feste paesane ed è caratteristico per la sua forma di otto intrecciato. La difficoltà della preparazione sta proprio nel realizzare questa forma particolare, mentre la ricetta in se è abbastanza semplice. Per preparare l’impasto bisogna sbattere le uova in una ciotola con il sale e il lievito vanigliato.
Quando il composto sarà schiumoso, si deve setacciare la farina su una spianatoia e si deve impastare il tutto fino ad ottenere un impasto che non sia né troppo molle né troppo duro (se risulta molle si può aggiungere ancora un po’ di farina).
Si lavora l’impasto in modo energico per una diecina di minuti e poi si ricavano dei bastoncini abbastanza spessi che andranno stesi fino a raggiungere una lunghezza di circa 50 cm (a forma di corda)
Ora è necessario disporre di alcuni attrezzi per poter realizzare la forma di cui parlavo prima. Bisogna procurarsi un matterello di legno che abbia i bordi lisci e dritti abbastanza sottile (per capirci la stessa forma di un manico di scopa, ma più corto) e un pettine dei telai che una volta si usavano per tessere (probabilmente potreste trovarli nei mercatini di antiquariato).
A questo punto si intreccia il bastoncino di pasta di 50 cm intorno al matterello annodandolo ad un estremo del matterello e scendendo verso il basso fino a raggiungere metà matterello; ci si ferma puntando la pasta, si ricongiunge con l’estremo in alto da dove si è partiti e infine si torna direttamente al centro del matterello.
Tenendo ben stretta la pasta intorno al matterello si preme il tutto sul pettine e si dà la caratteristica forma schiacciata e sottile del turdillo. Bisogna appiattire e stendere bene la pasta altrimenti potrebbe risultare con dei punti interni un po’ duri quando andremo a gustarlo.
Se la pasta dovesse attaccare al pettine bisogna mettere della farina.
Una volta formato il primo turdillo bisogna toglierlo dal matterello infilandolo ad esempio su mestoli di legno oppure su cucchiai; si può così procedere per formare gli altri turdilli. Una volta terminato tutto l’impasto, si fa riscaldare abbondante olio in un tegame capiente e si inizia a friggere i turdilli. Quando saranno ben dorati da entrambe le parti si tolgono dall’olio e si fanno asciugare su carta assorbente.
Come ho già detto non si tratta di dolci; in realtà sono ottimi per accompagnare un buon bicchiere di vino, comunque se siete golosi potrete passarli nello zucchero a velo quando sono ancora caldi.

Ingredienti
6 uova, 1 bustina di lievito vanigliato (tipo Bertolini o pane degli angeli), ½ kg di farina, sale quanto basta e olio per friggere.