Il Parco del Pollino aderisce al progetto sulla coltura del castagno…San Donato deve essere rappresentato…non si puo mancare quest’occasione di rilancio economico del paese…!!

Luigi Bisignani da “Diritto di Cronaca” …

San Donato di Ninea ,non puo e non voglio nemmeno immagginare che non si profitta di questo scorcio di sole per rilanciare l’economia del paese…spero solo che la nuova amministrazione colga l’occasione  per rilanciare il paese…

ROTONDA (PZ) – (Comunicato stampa) L’Ente Parco Nazionale del Pollino ha aderito alla proposta progettuale sulla valorizzazione della coltura del Castagno curata dal Dipartimento dei Sistemi Colturali, Forestali e dell’Ambiente dell’Università della Basilicata. Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco,L’obiettivo strategico del progetto è quello dello sviluppo competitivo, sostenibile, integrato e multifunzionale del settore castanicolo italiano attraverso la valorizzazione dei prodotti ottenuti dalla coltivazione del Castagno. Considerato un vero e proprio “albero del pane” della civiltà appenninica per l’importanza nell’alimentazione umana, per il pregio del suo legno impiegato per i più svariati usi, il Castagno ha attraversato un grave declino a partire dal primo dopoguerra ai nostri giorni. La progressiva diminuzione dei castagneti da legno e da frutto dovuta sia alla utilizzazione industriale del legno che alla diffusione di patogeni molto aggressivi come il cancro corticale e il mal dell’inchiostro uniti all’abbandono dei territori di montagna ha impoverito notevolmente il patrimonio castanicolo italiano. Negli ultimi anni la coltura del Castagno è rivalutata in funzione di un’accresciuta domanda del frutto ma oltre a questo aspetto i castagneti rivestono oggi un grande valore culturale e paesaggistico tanto da poter essere inclusi nelle tipologie dei beni culturali e come tale valorizzato e tutelato. Il Parco Nazionale del Pollino ha aderito alla proposta progettuale con la consapevolezza del ruolo che i castagneti possono svolgere nello sviluppo integrato e sostenibile della media montagna e della tutela da assicurare ad un ecosistema unico e in fase di profonda trasformazione. Le azioni proposte dall’Unità operativa, in linea col gli indirizzi del Piano Castanicolo Nazionale, riguardano la caratterizzazione del germoplasma autoctono mediante uno studio sugli ecotipi, sulle caratteristiche bio-agronomiche, resistenze a stress biotici e abiotici, caratteristiche qualitative dei frutti ai fini di una utilizzazione per produzioni artigianali nel settore dolciario. Oltre a questo occorre affrontare una nuova minaccia dovuta alla diffusione di un piccolo insetto imenottero noto come Cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus) osservato per la prima volta in Italia nel 2002 in provincia di Cuneo e oggi diffuso in tutto l’Appennino. Proprio su quest’ultima emergenza, nel corso del Consiglio direttivo, si è soffermato il consigliere Giovanni Manoccio, sollecitato da diversi cittadini per via del problema diffusosi anche nel Parco, il quale ha apprezzato l’iniziativa dell’Ente che va nella direzione della tutela del Castagno.  La minaccia dell’insetto
Il MIPAF col D.M. 30 ottobre 2007 ha emanato misure di emergenza per impedirne la diffusione a seguito della Decisione n.2006/464/CE del 27 giugno 2006. La proposta progettuale è attualmente in fase di approvazione da parte di una commissione nazionale nell’ambito del tavolo tecnico appositamente istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAF). Il passo successivo all’auspicata approvazione prevede la redazione di un programma di intervento su siti castanicoli nel territorio del Parco a cura di un gruppo di lavori interno con la supervisione scientifica dell’Università della Basilicata. Il ruolo e l’importanza che la coltura del Castagno ha svolto in passato e verosimilmente quello che svolgerà anche in futuro nei territori della media montagna esige azioni concrete basate sulla conoscenza scientifica delle complesse cause della riduzione del patrimonio castanicolo. “Per questo – rileva il direttore dell’Ente, Annibale Formica – il Parco Nazionale del Pollino farà la sua parte per la tutela e la salvaguardia di questo importante patrimonio”.

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8 risposte a “Il Parco del Pollino aderisce al progetto sulla coltura del castagno…San Donato deve essere rappresentato…non si puo mancare quest’occasione di rilancio economico del paese…!!

  1. Giovanni Benincasa

    Molto bene Luigi! Questo è un articolo prezioso, spero che l’amministrazione De Rose sia già all’opera e non lasci passare anche questa occasione. San Donato ha bisogno dei suoi “ex magnifici” castagneti. A dir la verità ci vuole anche altro per riavviare il nostro paese, intanto cogliamo quest’occasione.
    Saluti

  2. ciao Giovanni ,riportare questo prezioso articolo sul giornale e più facile che far togliere le mani dalle tasche ed andare la dove altri paesi cominciano a reagire se si vuole andare verso un risveglio economico del paese, mi auguro che qualcuno legga e riferisca…

  3. CITTADINO DI SAN DONATO

    FUORI DA SAN DONATO TUTTE LE FORME DI INFILTRAZIONI CRIMINALI NEGLI APPALTI !!!

    APPELLO AI LETTORI DI QUESTO GIORNALE:

    VI RISULTA SE IL NOSTRO COMUNE DI SAN DONATO HA ADERITO ALLA “RETE DELLA LEGALITA’ “COME ALTRI PAESI CHE HANNO SOTTOSCRITTO IL PROTOCOLLO IN PREFETTURA PER PREVENIRE I TENTATIVI DI INFILTRAZIONI CRIMINALI NEGLI APPALTI? SE COSI’ NON FOSSE, INVITO LOR SIGNORI A DARSI UNA MOSSA IN TAL SENSO.

    CITTADINO DI SAN DONATO

  4. Buon giorno a tutti, questa occasione per far rivivere il nostro castagneto non e’ da adesso che se ne parla ma raccontiamo anche i sacrifici che an fatto chi non e piu’ tra noi sperando in una risorsa del paese? abbattiamo questo muro di omerta tra chi e’ rimasto e’ lasciamo rivivere il paese con questa bellissima opportutina grazie.

  5. Giovanni Benincasa

    Sono d’ accordo con il CITTADINO DI SAN DONATO. Io direi: FUORI QUALSIASI FORMA DI CRIMINALITÀ, NON SOLO DAGLI APPALTI, MA DAL TERRITORIO DI SAN DONATO. L’amministrazione De Rose si è presentata con una denominazione ben precisa “SAN DONATO NEL CUORE” e noi tutti ci aspettiamo che, l’amministrazione stessa, faccia onore a questo pseudonimo. Quindi se il nostro comune non ha già aderito alla “Rete della legalità” è bene che lo faccia nel più breve tempo possibile, anche perché da qui in avanti è bene che siano colte tutte le occasioni di progresso socio/economico per la nostra piccola comunità.
    Saluti!

  6. ORGOGLIO SANDONATESE

    DOVE SONO GLI AMMINISTRATORI PRESENTI E PASSATI? PERCHE’NON SI DA VOCE ALLA “RETE DELLA LEGALITA’ A SAN DONATO? QUALI SONO I MOTIVI? DOVE SONO TUTTI QUEI CITTADINI CHE QUI’ SOPRA SANNO SCRIVERE SOLO CAZZATE?
    PERCHE’ QUANDO SI PARLA CONTRO LA “MAFIA” ED ALTRE ORGANIZZAZIONI DELINQUENZIALI A SAN DONATO STANNO ZITTI?
    VERGOGNA!! VERGOGNA!! VERGOGNATEVI. VERGOGNATEVI LO STESSO SE AVETE PAURA DI FARLO.

    ORGOGLIO SANDONATESE

  7. Giovanni Benincasa

    Credo che il Signore che si qualifica con lo pseudonimo “ORGOGLIO SANDONATESE” abbia espresso un indignazione condivisibile e degna di solidarietà, nella speranza che venga recepita e condivisa sul territorio sia dagli amministratori che dai residenti. Anch’io mi associo nell’esortazione all’adesione alla Rete della legalità da parte dell’amministrazione comunale, ma esorto altresì i cittadini a creare una rete di volontariato contro ogni sorta di attività delinquenziale. Ai cittadini residenti suggerisco ancora di vivere da vicino le varie attività amministrative dell’amministrazione comunale stessa e di farsi sentire subito se occorre.
    Saluti!

  8. BRAVISSIMO O BRAVISSIMA” ORGOGLIO SANDONATESE,” LEI MERITA DIECI E LODE PER LA SEGNALAZIONE CHE HA FATTO! NOTO CON TRISTEZZA CHE NESSUN SANDONATESE HA ANCORA RISPOSTO COME DOVEVA TRANNE IL SIG. GIOVANNI BENINCASA,COMUNQUE ESPRIMO MASSIMA SOLIDARIETA’ PER QUELLO CHE LEI HA SEGNALATO,STRANO CHE NESSUN AMMINISTRATORE ABBIA ANCORA DETTO NULLA, MA …..SARA’, MA CHE COSA SUCCEDE TUTTI MUTI???????????????ALLORA E’ VERO QUELLO CHE LEI DICE?

    DA ANGELA

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