Archivi del giorno: 26 aprile 2010

RICORDANZA (“ZIU ‘NTONIU”)

Giuseppe Cordasco

RICORDANZA   (“ZIU ‘NTONIU”)

Aveva cent’anni e più, tenero il sorriso,
ed era il nonno delle coste di San Vito.

Seduto sul  gradino della chiesa Madre,
dal sole del meriggio riscaldato,
il guardo ei volgeva alla vallata:
quella che per capo ha l’abitato,
dai fiumi Gronde, Rose ed Occido solcata,
da tanti colli e borghi punteggiata,
dai monti della Sila infin calzata.

Con il mento raccolto in una mano
e con  nell’altra il bastone a mò di guardiano,
scrutar volea le  strade del contado
e riveder sfilare,  come  indiane,
le belle ferracchiole,
con gli occhi pien d’amore
e la cavezza dell’asino per mano .

Dimenticava il nonno la sua etate
e che quella  era scena del passato,
quando vergogna era moralitate
e  la fatica segno d’onestate!

Mò gli  asini   son  tutti in  pensione,
le ferracchiole  divenute  gran signore:
adornate non più  da campagnole,
ma di lenti, foulards e pantaloni,
sfilano  veloci  a bordo di motori !

Le terre di pianura e di collina,
sian di Massanova  o Santa Maria,
delle Manche, del Pantano  o della Sorbia ,
son  vittime di un  ignobile  destino :
ricettacolo di  serpi . onniveri, malandrini
e rovi  dalle malefiche  spine!

Sugli alberi relitti non c’è un sol nido
e degli uccelli non s’ode il cinguettìo!

lungo i fiumi ed accanto alle cascine
niun s’inchina  più al suon dell’Ave Maria!

Deluso e rattristato,
il nonno dall’altra parte gira il capo
e con un sospiro ed una lacrima
saluta e  rende omaggio   a quel  passato!

 da “Le mie memorie”       

Giuseppe Cordasco                                                            

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RITORNO DI UN EMIGRANTE (Sandonatese)

Giuseppe Cordasco

 Il core gli bruciava,
ma era un desìo:
ripercorrere del vecchio borgo le sue vie,
pestar le valli ed i pendìi,
dove fanciulletto scorazzando andava
con due fichi secchi tra le mani.
Ed è tornato
lindo ed adornato,
coi segni delle fatiche e dell’etate:
lento e greve il passo,
dorsale curvato,
il capo imbiancato,
il volto da rughe solcato.
E’ tornato !
e quando da lontano,
un barlume quel mattino
rendeva alcune case tra le rocce incastonate
e la potenza della chiesa  Madre,
dal fuoco e dalle fiamme
il cor suo si è liberato.
E’ tornato!
ma al limitar del luogo ricordato,
da rivisitar sempre agognato,
scorge sol due muri di pietra denudata
contornati da case abbandonate
e muto il vicinato.
Eran le mura della casa ov’era nato,
era il vicinato tanto amato,
quello dei giochi e delle serenate,
erano le cose un dì lasciate,
senza canto e con gli occhi da lacrime gonfiati.
E’ tornato,
ma nulla di allora ei ha ritrovato,
neanche quella pietra dalle sue lacrime bagnate!
Tempo crudele,
tu corri sempre , non ti fermi mai,
e per le segrete vie vai lontano!
Non odi il pianto,
sfuggi ai richiami,
uccidi il corpo, ma non la sua anima! 

Da“Le mie memorie”    

Giuseppe CORDASCO