Archivi del mese: aprile 2010

RICORDANZA (“ZIU ‘NTONIU”)

Giuseppe Cordasco

RICORDANZA   (“ZIU ‘NTONIU”)

Aveva cent’anni e più, tenero il sorriso,
ed era il nonno delle coste di San Vito.

Seduto sul  gradino della chiesa Madre,
dal sole del meriggio riscaldato,
il guardo ei volgeva alla vallata:
quella che per capo ha l’abitato,
dai fiumi Gronde, Rose ed Occido solcata,
da tanti colli e borghi punteggiata,
dai monti della Sila infin calzata.

Con il mento raccolto in una mano
e con  nell’altra il bastone a mò di guardiano,
scrutar volea le  strade del contado
e riveder sfilare,  come  indiane,
le belle ferracchiole,
con gli occhi pien d’amore
e la cavezza dell’asino per mano .

Dimenticava il nonno la sua etate
e che quella  era scena del passato,
quando vergogna era moralitate
e  la fatica segno d’onestate!

Mò gli  asini   son  tutti in  pensione,
le ferracchiole  divenute  gran signore:
adornate non più  da campagnole,
ma di lenti, foulards e pantaloni,
sfilano  veloci  a bordo di motori !

Le terre di pianura e di collina,
sian di Massanova  o Santa Maria,
delle Manche, del Pantano  o della Sorbia ,
son  vittime di un  ignobile  destino :
ricettacolo di  serpi . onniveri, malandrini
e rovi  dalle malefiche  spine!

Sugli alberi relitti non c’è un sol nido
e degli uccelli non s’ode il cinguettìo!

lungo i fiumi ed accanto alle cascine
niun s’inchina  più al suon dell’Ave Maria!

Deluso e rattristato,
il nonno dall’altra parte gira il capo
e con un sospiro ed una lacrima
saluta e  rende omaggio   a quel  passato!

 da “Le mie memorie”       

Giuseppe Cordasco                                                            

RITORNO DI UN EMIGRANTE (Sandonatese)

Giuseppe Cordasco

 Il core gli bruciava,
ma era un desìo:
ripercorrere del vecchio borgo le sue vie,
pestar le valli ed i pendìi,
dove fanciulletto scorazzando andava
con due fichi secchi tra le mani.
Ed è tornato
lindo ed adornato,
coi segni delle fatiche e dell’etate:
lento e greve il passo,
dorsale curvato,
il capo imbiancato,
il volto da rughe solcato.
E’ tornato !
e quando da lontano,
un barlume quel mattino
rendeva alcune case tra le rocce incastonate
e la potenza della chiesa  Madre,
dal fuoco e dalle fiamme
il cor suo si è liberato.
E’ tornato!
ma al limitar del luogo ricordato,
da rivisitar sempre agognato,
scorge sol due muri di pietra denudata
contornati da case abbandonate
e muto il vicinato.
Eran le mura della casa ov’era nato,
era il vicinato tanto amato,
quello dei giochi e delle serenate,
erano le cose un dì lasciate,
senza canto e con gli occhi da lacrime gonfiati.
E’ tornato,
ma nulla di allora ei ha ritrovato,
neanche quella pietra dalle sue lacrime bagnate!
Tempo crudele,
tu corri sempre , non ti fermi mai,
e per le segrete vie vai lontano!
Non odi il pianto,
sfuggi ai richiami,
uccidi il corpo, ma non la sua anima! 

Da“Le mie memorie”    

Giuseppe CORDASCO

Camminando per le vie del paese…

La Redazione

Camminando per le vie del paese…

Case vuote…chiuse in rovina …strade deserte ,silenzio incredibile…futuro incerto !!!!


Leggendo le statistiche Della popolazione Sandonatese mi son messo a fare calcoli ed equazioni di previsioni sul numero degli abitanti….e sul futuro !!

Se si fa l’equazione con la mortalità e la nascite,le partenze e gli arrivi


Il calcolo che ho fatto ,tenendo conto del numero degli abitanti dal 1861 ad oggi
Il risultato é catastrofico…
E poi leggendo vari commenti su tutti i media che circolano oggi …il reso conto della mia analisi é ancora più catastrofica.
Se si pensa ,in un scenario catastrofico,come si puo far diventare un paese che contava fino a 4000 abitanti ,un paese desertico e destinato all’abbandono di tutti e di tutto …si puo immagginare ,come in un film la fine di un paese cosi pieno di ricchezze naturali…non vorrei essere l’uccello del malaugurio,ma questi calcoli rendono un pessimismo estremo.ma é la realtà….tante persone mi hanno scritto confermando che il paese oltre ad esser moribondo é già condannato…non voglio credrci,non é possibile che il mio paese nativo,dove ho vissuto tutta la mia infanzia fino all’età di 25 anni é condannato ad essere un paese dove solo i pensionati si ritroveranno per vivere tranquilli una pensione ben meritata.;;ma si deve pensare che anche loro avranno
bisogno dei minimi servizi pubblici :medici,farmacia;negozi alimentari ….ma chi resterà per assicurae questi indispensabili servizi?
Dobbiamo anche noi che siamo fuori dire :ormai é troppo tardi ?senza accusare tizio o caio,amministrazioni di ieri o di oggi ,tale persone o tale organizzazione.credo francamente che é tempo di svegliarsi dal nostro lungo letrago,aprire gli occhi e cercare qualche soluzione se non vogliamo vedere quando arriviamo al bivio sul pannello “EX – San Donato di Ninea”….non non si puo volere questo ,se siamo nati li ,”cresciuti e pasciuti”non posso credere che tutta la gente che é fuori anche se ha fatto fortuna possa dimenticare il proprio paese,avviato ormai verso un lungo ma sicuro cammino difficile e verso un paese desertico …

Amici paesani grido a voi che siete residenti ,svegliatevi,riunitevi ,gridate quello che pensate prima che sia troppi tardi ….;
Fa male al cuore leggere che gente che viene al paese,fa un giro dal girone alla motta
Senza incontrare una persona,come se il tempo si fosse fermato su un orario dove tutti fanno la siesta ….
Dobbiamo suonare la carica,dovete ,voi residente esprimervi ,organizzarvi ,chiedere udienza alle persone responsabili per dire la verità sul futuro del nostro paese…certo si deve migliorare la vita dei nostri anziani…ma per i GIOVANI si é pensato a farli restare,giustamente per aiutare i nostri anziani ed assicurare il futuro del paese?
Il solo triste conforto che ho é che non siamo solo noi in questa situazione…

se siguardano i paesetti vicini ed amici,anche loro incontrano lo stesso problema del nostro,

Anchelui ,povero asinello erra solo solo e cerca invano una soluzione!!!

Per assicurare un avvenire ..un futuro…
Amici ,Paesani SVEGLIAMOCI!!!

Statistiche del Paese!!

La redazione

Un po di Statistiche…che faranno riflettere  qualcuno…!!
le passate  amministrazioni,presente e future….e i Sandonatesi residenti e non residenti
…i dati parlano,la realtà é in questa presentazione!
dal :1861-2007

Popolazione San Donato di Ninea

1861-2007

Anno Residenti Variazione Note
1861 3.761
1871 3.687 -2,0%
1881 3.814 3,4%
1901 4.459 16,9%
1911 3.564 -20,1%
1921 4.758 33,5% Massimo
1931 4.391 -7,7%
1936 4.342 -1,1%
1951 4.678 7,7%
1961 3.934 -15,9%
1971 2.854 -27,5%
1981 2.234 -21,7%
1991 2.220 -0,6%
2001 1.778 -19,9%
2007 1.598 -10,1% Minimo

Raffaele Bisignani, una persona da non dimenticare

Vincenzo Tiesi

Un personaggio che è entrato nella memoria collettiva di San Donato di Ninea è senza dubbio il
rag. Raffaele Bisignani.

E’ lui che ha dato alla storiografia locale un’impronta di ricerca attendibile cui tutti fanno riferimento.
Senza nulla togliere ad altri che si sono cimentati a costruire itinerari storici del paese, Raffaele Bisignani ha affrontato il discorso storico in modo scientifico e documentato.
E’ un merito che riviste specializzate gli riconoscono  e che per la popolazione sandonatese costituisce un vanto.
Nel mettermi a scrivere qualche riflessione sulla sua figura mi vien in mente  il suo amore per la ricerca e la sua premura nel rendere pubblici i suoi lavori, preoccupato del trascorrere veloce del tempo e convinto del detto latino “scripta manent verba volant” ( gli scritti restano, le parole volano). E’ stato un  instancabile ricercatore e studioso dei problemi sociali e delle tradizioni locali del paese e della Calabria.

Da Ariccia dove  abitava negli ultimi anni,  intesseva relazioni con tutti gli amici sandonatesi per essere costantemente informato sugli avvenimenti e sulle persone del territorio.
S’interessava di tutto e di tutti. Puntualmente gli venivano inviati i giornalini e i calendari dell’istituto comprensivo di San Sosti, gli opuscoli della Comunità montana e le informazioni riguardanti le manifestazioni locali che appagavano il suo desiderio costante di volgere lo sguardo verso il “natio borgo”, al quale, come tanti cittadini che si sono allontanati, è stato sempre legato.
Mi sovviene l’entusiasmo con cui mi informava ogni volta che veniva a conoscenza di notizie, oggetti che riguardassero San Donato, come ad esempio quando trovò il frammento di Ecateo di Mileto, il noto geografo greco, che menzionò  “Ninea, città degli Enotri nel Mediterraneo”. La storiografia si fa con piccoli tasselli, che di tanto in tanto vengono a galla e danno senso alla storia. Il ragioniere Bisignani  è stato uno di quelli che hanno messo qualche tassello alla storiografia del paese.
Quando la Comunità Montana “Unione delle Valli”  Malvito  ha  dato alle stampe (1998) quel suo bel testo sul dialetto sandonatese che, a mio avviso, è una “fotografia linguistica” dei cittadini sandonatesi  e uno spaccato della cultura calabrese, per lui è stato un momento di grande soddisfazione. In quel dialetto si scopre la tradizione popolare, l’identificazione delle famiglie, le abitudini dei ricchi e dei poveri e tante altre realtà.
A mio ricordo era segretario comunale a San Donato quando si avviò il processo di spostamento dell’abitato a Licastro ( 1955) cui diede un valido contributo  nella produzione della documentazione  storica e fotografica.

E’ autore di

  1. “  Lo stato di San Donato, in Calabria Citra, e la presa di possesso di esso da parte dei duchi Sambiase di Malvito”, Studi Meridionali, fasc. 1-2, 1982 .
  2. San Donato di Ninea”, «Calabria Letteraria», 1979, 1-13.
  3. “Policastrello: la fine di un comune”, Fasano, Cosenza 1985.
  4. “I Sanseverino ramo San Donato”, «Calabria Nobilissima», 1989, 42-43, 33-70.
  5. “Il dialetto calabrese parlato a San Donato di Ninea”, Comunità Montana Unione delle Valli, Malvito (Cosenza) 1999.

Era sempre aperto e disponibile con tutti.
Dal 1992  (a 77 anni)  fece parte del volontariato per l’assistenza geriatrica globale, prestando la sua opera nel progetto Nestore in Ariccia (Roma), dopo aver seguito  un corso di Educazione Sanitaria di due anni all’università “La Sapienza” di Roma.

Alle nuove generazioni  si pone come esempio di attento e accurato lettore di tutte le tracce del passato che aiutano a capire il presente e a progettare il futuro. Sarebbe il caso che gli Amministratori  prendessero l’iniziativa di intitolargli una strada, una piazza, un luogo, un istituzione locale … per ricordare il suo nome ai posteri.

Vincenzo Tiesi

Ricordi …le feste al paese…ieri ed oggi?

Angelo Borrelli


Sono Nativo di San Donato di Ninea ma vivo in Francia dal 1960.
Sarebbe bello ritornare al paese per tutte le nostre bellissime feste che sono tante durante l’anno. Per noi paesani partiti da tanto tempo,all’epoca i nostri genitori furono nell’obligo di partire all’estero o in Italia.,lasciando Amici terre,case e sopartutto il loro amtao paesetto.
Noi abbiamo tutti la volantà ,di rivenire al paese sopratutto i nostri figli per scoprire il luogo di nascita dei genitori e Nonni…ma i problemi che impediscono questo sogno sono  tanti: in primo luogo metterei il posto dove dormire,
Con tante case vuote,il comune non potrrebbe prendere l’iniziativa di restaurarle e renderle affittabile?magari si darebbe l’idee di creare un’agenzia  immobiliare,dove si potrebbe affittare o vendere ,o comprare case?
Cosa che non capisco ancora ,da tanto tempo siamo sempre più lontani da un’ospedale ,in caso d’urgenza come si fa?ed in più le strade sono come sono …avendo oggi un sindaco Medico si dovrebbe capire l’urgenza sanitaria….invece si fa tutto tranne queste cose di prima urgenza…non voglio elencare tutti i disaggi che si possono riscontrare ma voglio solo ricordare una lista di tutte le feste che si facevano dunrante l’anno ,per far sapere a tutti i Sandonatesi del Mondo cosa erano  le nostre usanze lasciate ,ma se non si fa niente anche queste belle usanze moriranno :
Nei miei anni che ho vissuto al paese,parlo degli anni Cinquanta le feste cominciavano il 6 Gennaio per terminarsi il  31 Dicembre dello stesso anno ,ma ogni festa aveva un periodo appropriato.
Il  6 Gennaio Festa della BEFANA(epifania) la sera si metteva il calzetto al camino e secondo il tuo compartamento avevi o carbone, regalini:caramelle,cioccalate o altro…
Lo stesso giorno c’éra la fiera ,c’erano tanti commercianti che venivano da tutte le parti della Calabria ed anche da più lontano,c’erano anche i nostri commercainti che vandevano,mi ricordo ,i Maiali,asini,pecore…maialetti da far crescere e soprattutto era il mese de l’uccisone del maiale con il quale si faceva tanta salume ma soprattutto era l’occasione di fare la festa..
Il mese Febbraio era il mese del  Carnevale,tempo di polpette di carnevale ,sfilate,mi ricordo che si facevano i CARCIRATI,ci travestivamo e si ballava e beveva tutto il giorno e notte…Marzo ,il 19 festa di San Giuseppe,u mmitu i San Giuseppe ,la gente che poteva faceta un bel pranzo ed invitavano una persona al loro tavolo per farlo profittare di questo bel pranzo…erano altri tempi…
Aprile ,la prima settimana ,la settimna Santa preceduta dalla messe delle Palme dove ognuno usicva dalla chiesa con un mazzetto di  ulivo benedetto senza dimenticare la processione del venerdi santo ,prestísimo la mattina ,con “i TOCCHI” si accompagnava la processione ,quasi tutto il paese era presente ,e si andava suonando fino ari Cruci …Il giorno di Pasqua,mi ricordo si faceva il giro  si dava gli auguri ai vicini e parenti ,si baciavano loro le mani e in ricambio ci davano 5 lire o dieci lire,caramelle o cioccolate..;si faceva U TORTANU con le uova e la pizzatula con un solo uovo…Il lunedi di Pasqua era lunedi I PASCUNI,si preparava la famosa frittata,con uova savuzizza,tuma e si partiva in montagna tutti in gruppo cantando…la meta più prestigiosa era la Grotta di Sant’Angelo…dove Molti gruppi si ritrovavano e si festeggiava tutti insieme..Non mi ricordo il periodo esatto ma c’era Coraisimu,ci ritrovavamo in gruppo ,oraganetti,fisarmaniche ,chitarre si cantava ballava e la gente riempiva a SPORTA con suprissate,savuzizza,frutta,e c’erano coloro che portavano i bidoni dove si metteva tutto il vino che la gente dava e la sera si faceva la festa.
Il 24 Maggio giorno Della festa e Della precessone Della Madonna Asunta

…si andava in giro peri il paese, in tutte le vie del paese,le strade erano piene di fiori ed ai balconi si mettevano le coperte di tutti i colori…

Arriviamo al mese dove tutti coloro che sono all’estero ritornano,il mese di Agosto ,il mese della festa

del nostro Santo protettore San Donato di Ninea…

s’iniziava al Pantano ,il 4 Agosto dove c’era un fiera e tutti mangiavamo u miluni d’acqua…si risaliva il Santo al paese il 7 per le vie del paese fino alla chiesa ,dove un fuoco pirotecnico segnalava che il santo era rientrato in chiesa …la sera si faceva la festa alla Sellata con i cantanti ,senza dimenticare che durante questi giorni c’erano giochi popolari ,gare e tante commercianti…per noi era il mese più importante per le ricorrenze festive del paese…cosa che mi riocordo molto bene tutto il paese era presente la sera dei cantanti e la gente portava la propria sedia per assistere tutta la serata a questa festa ,comodamente…
Il 15 agosto FERRAGOSTO,anche qui tutti in montagna ma si preparavavano:taraddri,viscuotti,maccaruni a fusidddri etc…
Il 2 novembre festa dei morti tutti andavamo al cimitero anche con le scuole e la sera i famosi Maccaruni de muorti.
Il 4 Dicembre Perciavutti,ma non era per noi ragazzi si provava il primo vino che tutti o quasi facevamo per la loro consomazione personale.
Il 13 Dicembre Santa Lucia  « A CUCCIATA »

mi ricordo che presto la mattina per le strade del paese si gridava « A cucciata » si bussava a tutte le porte la gente ci dava a cucciata nello stesso secchio ,tutto si mescolava e poi si mangiava …che bei tempi…Arrivava Natale ,il 23 sera si preparavano i

GRISPEDDRI,TURDILLUNI,SCAVUDATIEDDRI,CASSATELLE

riempite con costagnaccio,ricotta o marmellata…la sera del 24 era il famoso pranzo di famgilia dova sul tavolo ci volevano obligatoriamente 9 cose…
Altra cosa che mi ricordo molto bene ,non avendo televisone od altro la sera si andava dagli amici e si diceva “iamu a spustà” i genitori discutevano fra loro e noi ragazzi giocavamo raccontadoci barzellette…e quando era tempo delle castagne eravamo intorno al camino per fare i castagni ara pistiddrara…e si passavano serata indimenticabili….erano altri tempi…ma si viveva in armonia e pace con vicini ed amici di tutto il paese .
La mia domanda “OGGI COME VIVETE DURANTE L’ANNO?” chi mi puo fare un piccolo riussunto di un anno di feste?
Grazie e scusate se ho parlato troppo  e SONO FIERO DI ESSERE SANDONATESE!!

mi auguro di avere una risposta di voi che vivete ancora al paese…e credetemi non sapete la fortuna che avete….

San Donato di Ninea ..un po di Storia!!

La redazione

Dalle poche notizie circa le origini di San Donato di Ninea, si può affermare che fu fondato in epoca molto antica – intorno al 1300/1500 a.C. – dagli Enotri, tesi tra l’altro confermata da Ecateo da Mileto nella sua “Descrizione della Terra”.
Denominato Ninea, presumibilmente in onore di Ninevo, capo dei colonizzatori enotri che si stabilirono in questi luoghi, attratti dalla ricchezza mineraria del sottosuolo, assunse l’attuale nome dopo l’anno 1000 d.C. E’ certo che Ninea sorse molto più a valle rispetto all’ubicazione attuale, ma durante le invasioni Saracene, per motivi di sicurezza, gli abitanti cercarono una nuova sede per il Paese più facile da difendere. Il luogo prescelto, la “Terra”, era ideale a tale scopo: una altura che permetteva un facile avvistamento di eventuali nemici, per
di più protetta alle spalle dai monti.
Questa zona venne chiamata “Motta” che etimologicamente significa rupe staccata da un monte: deriva da smotta, che vuol dire terreno franoso. Generalmente su questi luoghi di difficile accesso venivano erette torri di osservazione e costruiti castelli fortificati; da qui una nuova accezione della parola “Motta”: altura fortificata.

Chiesa della motta

San Donato non fece eccezione a questo uso: è presente ancora, in ottime condizioni, una parte del castello ( adibito ad abitazione privata), sono visibili i resti delle mura di recinzione e di una torre di osservazione ( non in ottimo stato di conservazione). Col passare del tempo la “Terra” si estese verso il “Casale” e, con l’attenuarsi del pericolo di invasioni, leggermente più sotto nelle zone del “Giardino” e di “San Cristofaro”,

Quest’ultima zona un tempo pianeggiante, in seguito ad abbondanti piogge e all’erosione del terreno provocata anche dal torrente che vi scorre, presenta un burrone, Vallone di San Donato, che si estende per tutto il territorio. L’alluvione del 1840 ingigantì il problema, tanto da indurre quasi gli abitanti ad abbandonare il paese: si creò una grossa voragine che risucchiò anche alcune case (a testimoniare l’accaduto sono ancora visibili i resti dei muri di alcune case che precipitarono nel burrone).



In epoca medievale San Donato fu infeudato da più Casati: da Filippo Bretòn, da Gerardo d’Arena, nel 1310 da Filippo Tardo da Pistoia e in seguito confluì nel vasto Stato del principe di Bisignano, Francesco Sanseverino , che ne seguì la sorte per lunghissimo tempo.
Nel 1582 passò al napoletano Duca Ametrano; problemi dinastici fanno si che San Donato passi per successione femminile ai Cavalcanti che vi hanno giurisdizione feudale dal 1732 al 1764; per gli stessi motivi il feudo passò ai Sembiase i quali nel 1780 lo alienano ai Campolongo che ne hanno giurisdizione fino all’avvento delle leggi eversive di Giuseppe Napoleone (1806).

la grotta di Sant’Angelo

Se volete consocere ed avere più dettagli sul paese   recatevi su questo sito :

www.San Donato di Ninea